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IED + StyleSwitch X Emerging Designers: Veronica Marucci Chapeaux

12 Apr 2017 /
By Valentina Formichella /
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As the spring – and like the wind, “IED + StyleSwitch x Emerging Designers” feature is back! This time the zoom is on a young milliner and her perfect harmony between present and past. Veronica Marucci Chapeaux represents Veronica’s desire to create unique and personal hats. The beginning of her journey flashes back to when she had the courage to ring at the doorbell of one of the most famous milliner once, noticing her creativity, accepted to become her professor. In her flat in the Marais Veronica created Christine, Bogart, Louise Brooks… unusual hats decorated with vintage applications from France and Italy. The influence comes from everything fascinated her eyes and gave her emotions, from iconic actresses of the 1930s to swallows in flight. Little by little, Veronica’s dream comes true opening her first boutique in 32 Rue Saint-Roch, an elegant place full of that kind of energy that only la Ville Lumiére can offer.
The Spring/Summer 2017 collection winks at hat history, from the bicorn from the XVIII century to the turban which Paul Poiret re-launched in the 1920s. The French Riviera is the background of a collection that Veronica describes in two words: “Deep Breath”, the moment before jumping into the unknown, when a rush of adrenalin goes through the entire body. This can be pictured also as that instant when you discover the depth of your soul, and the body is floating between air and water.
Listening to the splashing waves, let Veronica Marucci tell us more about her world.

How did you find your passion for fashion?
I have always been attracted to stylish and well-dressed people. I think that taking care of yourself isn’t superficial at all, but it is a will not-to-look-like other people and I appreciate that. I realized I wanted to work in order to make people be themselves showing off their fashionista side, that is what makes me like my job.
I didn’t need anything to feed my passion, I was already sure of what I needed but I kept doing research about it because fashion is all about research and analysis, it reflects our society.
Has working in fashion always been your dream?
I think yes! But my work life has been through some changes, I started with clothes ending up with accessories (hats); from trends hunting to visual merchandising, finding the exact thing I wanted to do was a bit long.
Who and what really pushes you to pursue this career?
Nobody has ever pushed me to work in fashion, nobody forced me to make this choice. In every job I did, there was something missing, I needed to work with my hands more than with my imagination, which is what I am doing today as a milliner. There was a triggering event that made this happen. Some encounters have been crucial, such as when I met my professor, who taught me everything about being a milliner. I just wanted people to wear hats, because they give them a touch of originality and elegance. My focus is on accessories because they give more style than clothes, and what’s better than a hat to emphasize the personality of the one who wears it?
Professional turning point
Two moments have been very important in my work life, the day I decided to leave everything to become a milliner, creating my own brand and turning my passion into a job. The second has been when I found my boutique at 32 rue Saint-Roch where I understood that my dream finally came true and my company began to work.
Which are the strengths of your collections?
The visual identity of my collections is their real strength. Even if they are very different, you can always recognize my sense of aesthetic and my signature touch. I aim at making people not feeling disguised but elegant, I am doing my best to make my hats look sober and original at the same time, I want them to be easy to wear and to escape from ordinary.
What inspired you in the past and what can influence now your work?
Everything can be a source of inspiration: art, architecture, people, nature… I cannot predict what will influence me in the future, and that is why I like my job, I don’t know how tomorrow will be like and I find it exciting.
How about future projects?
I am currently working on my e-boutique and I hope it will be online by next month! In the meantime I am doing my best extending my network with several collaborations, also by experimenting a new way to communicate through social networks and by writing regular news.
Describe you IED – Milan experience and how it has artistically influenced your growth as designer
My studies at IED allowed me to discover the different steps of the elaboration of my projects and the reality of the world of fashion, which I didn’t imagine like it before starting my studies. School also helped me to discover my strengths and to have more self-confidence in my capacities.

Diamo il bentornato alla bella stagione con la nostra rubrica “IED + StyleSwitch x Emerging Designers”, frizzante come l’aria primaverile.
Veronica Marucci Chapeaux nasce dal desiderio di Veronica di creare accessori unici, che rappresentino le persone che li indossano. Il suo coraggio l’ha spinta a bussare alle porta di una delle più importanti modiste di Parigi, che notando l’entusiasmo creativo che l’animava ha deciso di insegnarle i segreti del mestiere. Nel suo appartamento nel Marais, Veronica dà vita ai suoi primi modelli: Christine, Bogart, Louise Brooks…Le ispirazioni vengono da tutto quello che affascina l’occhio e crea emozioni, dal volo di una rondine alle attrici degli anni ’30; nascono così cappelli ornati con applicazioni vintage, trovati in piccoli mercatini tra Francia e Italia. Piano piano il sogno diventa realtà trasformandosi in una boutique in Rue Saint-Roch 32, un elegante ambiente in cui ci si trova attorniati dal quell’energia che solo la Ville Lumiére sa regalare.
La collezione Primavera/Estate 2017 strizza l’occhio alla storia dei cappelli, dal bicorno dei gentiluomini del 18esimo secolo ai turbanti rilanciati da Paul Poiret negli anni Venti, passando per i cappelli di paglia in tutte le forme possibili. Con la Costa Azzurra a farci da sfondo, Veronica descrive la collezione in due semplici parole: “Respiro Profondo”. Il momento prima di tuffarsi nell’ignoto, quando ad occhi chiusi si sente l’adrenalina scorrere per tutto il corpo. La scoperta della profondità del proprio animo, nel momento stesso in cui si è a metà tra aria e acqua.
Lasciamo che Veronica Marucci ci racconti il suo mondo accompagnati dallo sciabordio delle onde in sottofondo.

Com’è nata la tua passione per la moda e da cosa è stata alimentata?
Sono sempre stata attratta dalle persone eleganti e ben vestite. Penso che prendersi cura di se stessi non sia sintomo di superficialità, ma piuttosto di volontà di non voler essere uguale agli altri ed è qualcosa che apprezzo molto. Questo mi ha portato a capire che volevo fare un lavoro che mi permettesse di aiutare le persone ad essere se stesse attraverso la moda. Non ho fatto nulla per alimentare la mia passione, perché ero già sicura che fosse la strada da seguire; ma ho continuato a fare ricercare, la moda è questo, continua ricerca e analisi, è il riflesso della nostra società.
Hai sempre voluto che fosse il tuo lavoro?
Penso di sì! La mia vita lavorativa ha attraversato tanti cambiamenti: ho iniziato con gli abiti per arrivare infine ai cappelli, passando per cool hunting e visual merchandising. Diciamo che trovare esattamente quello che volevo fare è stato un lungo cammino.
Da chi e da cosa principalmente sei stata spinta a perseguire questa carriera e quali sono stati gli eventi scatenanti che ti hanno convinto che questa fosse la tua strada?
Nessuno mi ha spinto a lavorare nella moda, nessuno ha compiuto questa scelta per me.
In tutti i lavori che ho fatto però, mi sentivo come se stessi perdendo qualcosa. Più che con l’immaginazione avevo bisogno di lavorare con le mie mani, proprio come faccio ora, come una modista. Per realizzare tutto ciò ci sono voluti diversi momenti di rottura, molti incontri sono stati cruciali, uno in particolare è stato incontrare il professore che mi ha insegnato ad essere una modista.
Momento professionale di svolta
Due sono stati i momenti davvero importanti nella ma vita professionale. Il primo è stato il giorno in cui decisi di lasciare tutto per diventare modista, creare il mio brand e trasformare la mia passione in un lavoro. Il secondo è stato quando ho trovato la mia boutique in Rue Saint-Roch 32: lì ho capito che il mio sogno si stava realizzando!
Quali sono i punti di forza delle tue collezioni?
L’identità visuale delle mie collezioni è il vero punto di forza; sebbene differenti, in ognuna puoi riconoscere il mio senso estetico e la mia impronta. Mi focalizzo sugli accessori perché credo regalino un tocco più personale all’outfit rispetto al solo abito, ma più di tutto desidero donare alle persone quel tocco di originalità e di eleganza da indossare in ogni occasione.
Cosa ti ha ispirato in passato (natura, persone, oggetti, viaggi) per realizzare le collezioni e cosa attualmente credi possa influenzare il tuo lavoro futuro?
Tutto può essere fonte di ispirazione: l’arte, l’architettura, le persone, la natura… Non so dire cosa potrà influenzarmi in futuro, ed è questo che mi piace del mio lavoro: non so come sarò domani e cosa proverò.
Progetti futuri
Attualmente sto sviluppando la mia e-boutique e spero sia online entro il prossimo mese! Allo stesso tempo faccio del mio meglio per far conoscere il mio brand grazie a collaborazioni e sperimentando con la comunicazione digitale.
Descrivi la tua esperienza formativa in IED Milano e come ha influito artisticamente sulla vostra crescita come designer.
La mia formazione presso IED Milano mi ha permesso di scoprire le diverse fasi di elaborazione dei miei progetti e la realtà del mondo della moda. IED mi ha aiutato a scoprire i miei punti di forza e ad avere più fiducia nelle mie capacità.

V.Formichella / B. Franchini – Ph. Yang Wang Photography for Veronica Marucci Chapeaux

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